Prof. Alberto Roggia

AFRODISIACI nelle disfunzioni sessuali : come agiscono e quando sono di utilità .

La precisa diagnostica delle disfunzioni sessuali erettili consente oggi di formulare terapie mirate e specifiche al singolo caso clinico .
Ruolo attuale degli afrodisiaci come coadiuvanti alle cure .

Si considera “Afrodisiaca”, dal nome della Dea greca Afrodite di rara bellezza uscita tutta nuda dal mare ellenico, qualsiasi sostanza assunta allo scopo di esaltare il desiderio sessuale o migliorare le prestazioni sessuali in genere. Può essere sotto forme quanto mai diverse, dall'elettuario cioè antico preparato sciropposo, oppure bevande, creme, cibi vari, estratti vegetali , tutte ritenute erotiche e stimolanti.
I medici Greci e Romani consigliavano afroditi blandi , e così pure Ovidio nella sua opera Ars Amatoria e Remedia Amoris in cui elogia soprattuto le virtù del vino . Nel medioevo e rinascimento hanno avuto molto successo, considerati come potenti stimolatori del desiderio sessuale e favorenti la fertilità , il diasitirion o satirion , e soprattutto la mandragola che è una pianta le cui radici sono caratterizzate da una particolare lunga biforcazione che ricorda la figura umana maschile e femminile. La mandragola è immortalata in Nicolò Macchiavelli che nella sua opera “La Mandragola “ racconta le peripezie del gentiluomo fiorentino Callimaco che con l'aiuto di Ligurio prepara una bevanda con tale pianta da offrire alla bellissima Lucrezia .
Tornando ai nostri tempi si nota come gli afrodisiaci mantengano una certa posizione nello scenario terapeutico delle disfunzioni erettili maschili ,e non sono stati dimenticati . Il terzo millennio è nato certamente all'insegna dell'eros esasperatamente farmacodipendente e di un fallocentrismo altamente sofisticato e tecnologico con orgasmi quasi sempre garantiti “a comando” , e fallo prontamente in erezione come il Dio Min o le statuette Atzeche mediante il supporto delle più svariate pillole e addirittura le iniezioni di “propellenti idraulici “rappresentati dalle prostaglandine nel corpo cavernoso del pene , ma la validità dell'afrodisiaco, sia pure come placebo, persiste tutt'oggi. Purtroppo si fa ancora oggi ricorso agli afrodisiaci “storici” quali il corno di rinoceronte con migliaia di animali che vengono mutilati mediante il taglio del corno , e così privando l'animale di un'arma di difesa e di caccia con tutte le conseguenze ben immaginabili. Ma pure utilizzati sono i testicoli di cigno, le lingue d'oca , i testicoli di gallo, la mosca spagnola cantaride, il pene di toro o di tigre, mentre oggi soprattutto il tartufo, caviale e storione, il cioccolato , le ostriche , lo champagne e le migliori “ bollicine ” d'Italia.
Il vino occupa un posto rilevante nel rapporto con la attività sessuale: basti ricordare ad esempio il celebre valzer di Strauss “vino, donne e canti”, oppure il canto di Lorenzo il Magnifico
“questo è Bacco e questa è Arianna, belli e l'un dell'altro ardenti” ed infine Goldoni nella sua Locandiera “viva Bacco e viva Amore l'un e l'altro ci consola, uno passa per la gola ,l'altro va dagli occhi al cuore”.

Il vino ci accompagna fin dagli albori della civiltà ed assolve a varie funzioni tra cui quella di liberatore dagli affanni secondo lo scrittore Umberto Saba, o di favorire la creatività come sembrerebbe essersi realizzato in Ernest Hemingway . Quanto al miglior tipo di vino da usare per l'eros, nell'Ottocento era il porto e rosolio, ai primi del Novecento fu il vermouth e poi whisky, ma l'unico vino a resistere a tutte le mode fu lo champagne reso celebre dal re Luigi XV che lo usava per eccitare la marchesa Madame de Pompadour: pare anche che la forma della coppa di cristallo in cui lo si gustava fosse stata fabbricata sulle misure e modello del seno della cortigiana, la più celebre favorita del Re Luigi XV.
E' doveroso però ricordare che il vino ha riconosciuti effetti positivi , dimostrati da ricerche scientifiche mediche, sul sistema cardiovascolare contenendo antocianine,poilfenoli e resveratrolo con forte azione antiossidante e quindi coadiuvante nella prevenzione dei tumori.
In cucina , la dea Venere trova ampio spazio con moltissime ricette, tanto che Willy Pasini docente alla Università di Ginevra scrive che cibo e sesso vivono accoppiati non solo nella testa ma anche nel cuore e nella pancia. Lo studio delle proprietà eccitanti degli alimenti è così antico da perdersi nella notte dei tempi: molte ricette sono andate perdute nelle pieghe della storia ma altre sopravvivono nella nostra tradizione culinaria, come recitato da Isabel Allende.pranzi afrodisiaci nell'Ostello del Sire Pierre de
Segnalo curiosamente ed a scopo storico i famosi pranzi afrodisiaci nell'Ostello del Sire Pierre de la Vieuville, falconiere e gentiluomo del Re : zuppa d'ostriche e poi a seguire pezzetti di bue, montone,lardo, e vitello bagnati da abbondante vino di Digione. All'antipasto seguivano vassoi d'argento con uccellini, murene, uova di storione, capriolo,pernici in barilozzo, pasticcio di cacciagione. Poi ancora cigno arrosto, pavoncelle e beccafichi, vino di Reims a fiumi....E' più che verosimile che nell'Ostello del falconiere gli amori fossero pure intensi durante la notte , ma è altrettanto probabile che violenti fossero gli attacchi di gotta al cantar del gallo, o i dolori e coliche addominali !
In conclusione , l'afrodisiaco è magia o placebo ? Mito o realtà ? Il placebo è definito come “ il niente”, in quanto non c'è in gioco un principio farmacologico attivo specifico, ma questo “niente” può “aiutare a curare” , se ovviamente il paziente pone massima fiducia in tale sostanza : ciò va interpretato in senso psicologico e psicosomatico con modificazioni neurovegetative positive e produzione di endorfine. I disturbi della erezione hanno cause organiche nel 90 -95 % dei casi , e solo nel 10 % le cause sono esclusivamente psicologiche. Tuttavia è ben noto come nella grande maggioranza delle disfunzioni erettili a causa organica è spesso presente una componente psicogena che alimenta e automantiene il disturbo: ecco che in tali casi gli afrodisiaci possono svolgere un ruolo utile al paziente.
Lucio Anneo Seneca scriveva “ Vi offrirò un filtro senza pozioni , senza erbe, senza alcuna magia o stregoneria: se desiderate essere amati , amate ...!” in quanto l'unico afrodisiaco veramente infallibile è l'Amore , ed il grande indimenticabile Peppino De Filippo ricordava che il “sesso non vuole pensieri”, nel senso che la riduzione di stress quotidiano, il riposo, una cenetta con la persona amata illuminata da una candela in contesto appropriato ed un buon bicchiere di “bollicine” consentono i migliori risultati senza dover ricorrere a farmaci vasoattivi specifici , a fitoterapici o estratti vegetali come panax ginseng, muira puama, maca andina, damiana, astaxantina, griffonia, cordyceps sinesi, ginko biloba, yohimbine, o agli afrodisiaci sopra citati .
E Willy Pasini sul tema sesso e cibo conclude affermando che il vero afrodisiaco è la ...fantasia umana !