Prof. Alberto Roggia

Chirurgia plastica–estetica andrologica: risultati nel pene corto e nel pene curvo

Nel pene corto o giudicato troppo corto dal paziente, molte sono le tecniche chirurgiche di allungamento del pene, che vanno rigorosamente discusse dallo specialistaurologo-andrologo con il paziente stesso, associando un accurato “counseling psicologico”.
La lipectomia o liposuzione del grasso dalle regione pubica, le plastiche cutanee a “zeta singola” o “a doppia zeta”, la sezione del legamento sospensore del pene con interposizione di materiale idoneo tra osso pubico e corpi cavernosi, la plastica dello angolo cutaneo penieno infrapubico scrotale, sono le metodiche più usate e che permettono un “guadagno” in media di 2-3 centimetri, percui il pene appare di lunghezza aumentata di 2-3 centimetri nella sua proiezioni visibile.

La correzione chirurgica degli incurvamenti deve tenere in massima considerazione la causa e le patologie associate.
Così nella malattia di La Peyronie o induratio penis plastica può essere realizzabile una chirurgia radicale “di placca” o solamente una plastica di raddrizzamento, mentre nella ipospadia la uretroplastica verrà associata nella corporoplastica di raddrizzamento o ortoplastica nella stessa seduta operatoria.
Se l’incurvamento del pene non è associato a malformazioni uretrali o alle induratio penis plastica, la corporoplastica secondo la tecnica di Nesbit o la metodica di Heineke-Mikulicz-Yachia o di Ebbehoj- Metz permette la più precisa correzione plastica-estetica effettuabile con breve ricovero ospedaliero.

Si tratta di tecniche chirurgiche molto delicate che richiedono che l’urologo abbia una grande esperienza sia nella chirurgia plastica sia nella chirurgia andrologica-urologica.

allungamento del pene

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