Prof. Alberto Roggia

Fibrosi dei corpi cavernosi che determina una ridotta ed insufficiente elasticità del pene : quale è la causa di insorgenza e la sua naturale evoluzione clinica , se non venisse curata tempestivamente.


E' patologia frequente anche in età giovanile, con ottime possibilità di guarigione attuando strategie terapeutiche  “multimodali”  e  su misura del singolo specifico paziente.

 

Cause  di insorgenza della malattia “ fibrotica “ del pene  :

la causa di insorgenza della patologia  non è ancora perfettamente identificata , ma  è molto probabile che  sia responsabile una  alterazione del sistema immunitario (in ambito delle cosiddette patologie autoimmuni) , ma non sarebbero  esclusi pure  i ripetuti microtraumi ( anche se non avessero comportato alcun dolore ) realizzatisi durante la attività erettile già dall'età giovanile, e non esclusa una  eccessiva masturbazione.
La causa autoimmune della malattia è confermata da molti studi che segnalano alterazioni della immunità cellulo-mediata ,  presenza di markers di malattia autoimmune, livelli serici superiori ai normali di anticorpi anti-elastina : si ipotizza  la partecipazione delle mast- cell ( o mast-zell di P. Ehrlich) alla attivazione dei fibroblasti che causano la formazione di  aree fibrotiche  ed anelastiche.
La causa invece traumatica va intesa in senso di piccolissimi ma ripetuti microtraumi , essendo dimostrati o che è sufficente la semplicissima trazione , ripetuta più volte, sulle fibre della tunica albuginea durante i rapporti sessuali e pure con gli atti  masturbatori :  ciò determina uno slaminamento delle fibre stesse , danneggiando i piccolissimi vasi sotto-tunicali e provocando un processo infiammatorio che evolve nella fibrosi.
Numerosi studi hanno pertanto accertato comunque come la fibrosi abbia origine certamente  da un processo infiammatorio peri-vascolare e vasculitico  della albuginea dei corpi cavernosi del pene , cioè una infiammazione localizzata ad uno o più punti della albuginea dei corpi cavernosi o al setto intercavernoso che, anziché guarire totalmente, determina  una anomala produzione secondaria di tessuto connettivo fibro-proliferativo che lentamente evolve verso la fibrosi  (alcuni AA. parlano infatti  di “connettivite” ) , cioè si realizza una specie di ” lesione cicatriziale” che comporta anzitutto ed in ultima analisi la riduzione della elasticità tissutale a carico della albuginea dei corpi cavernosi e del setto intercavernoso, con evidenti conseguenze sintomatologiche e quindi sul processo di erezione.
Tale riduzione di elasticità che può manifestarsi anche in età giovanile (da 18 a 30 anni ,  in quanto, come sopra indicato,  favorita probabilmente anche da microtraumi , del tutto senza dolore,  sulla tunica dei due corpi cavernosi che si realizzano con ripetute masturbazioni )  determina , se non venisse tempestivamente diagnosticata e curata,  vari deficit di erezione , dettagliatamente indicati in  vari articoli che il lettore troverà in questo sito.

 

Storia naturale , cioè la  evoluzione naturale clinica della fibrosi , se non venisse curata

  Per “storia naturale” si intende  la successione degli eventi che caratterizzano la comparsa della patologia e la sua evoluzione naturale  clinica completa,  che interessa sia la fase iniziale sia tutto il suo decorso clinico :   evoluzione che può essere a volte lenta e a volte rapida, alternando periodi di  quiescenza ad altri di attività , in modo quanto mai imprevedibile ed incostante.

Spesse volte  il paziente non si rivolge  tempestivamente allo Specialista  per cui  la malattia fibrotica viene correttamente diagnosticata solamente  quando è già diventata “ CRONICA”  :   ne consegue come  i risultati terapeutici saranno  decisamente meno efficaci rispetto ai casi in cui la diagnosi  è invece formulata precocemente .

Tale patologia, se non venisse curata adeguatamente ,  può determinare e quindi  manifestarsi con vari disturbi , e soprattutto  i seguenti  : 

dolori vari al pene ed al glande , dolenzie  e parestesie  o formicolii vari  al glande o al pene sia in fase eretta che in flaccidità,  alterazioni varie della sensibilità del glande,  , eiaculazione precoce,  deficit  della erezione ,  difficoltoso mantenimento della rigidità peniena,   impotenza anche totale e permanente,  e  nei casi avanzati si può avere inoltre la riduzione della lunghezza del pene,  deviazioni dell'asse del pene o incurvamenti di vario grado. 

 

E' ben immaginabile come  sia indispensabile la diagnosi precoce  di questa malattia , che consentirebbe terapie altrettanto tempestive,  con ottimi risultati .
Purtroppo troppe volte la diagnosi avviene invece tardivamente quando la patologia è  già diventata “cronica” per cui le varie cure dovranno essere più complesse e prolungate nel tempo , e non sempre consentono risultati di guarigione.

 La fibrosi in stadio avanzato può inoltre  evolvere e sfociare nella    Induratio Penis Plastica.

 

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