Alimentazione, stile di vita, peso corporeo, alcol, fumo , attività fisica.
Familiarità ed ereditarietà del tumore prostatico
Occorre distinguere il concetto di Prevenzione da quello di Diagnosi Precoce : infatti la prevenzione consiste nell'adottare tutte le misure , programmi e stili di vita che consentano ad un soggetto che è in perfetta salute di cercare di evitare o comunque di ritardare al massimo la insorgenza di un tumore alla prostata, mentre invece per Diagnosi Precoce si indica la adozione di accertamenti diagnostici al fine di identificare la presenza di un tumore al suo stadio iniziale, anche se il paziente non rileva alcun disturbo clinico.
La alimentazione e pure lo stile di vita sono i due fattori di grande ed indiscussa importanza che vengono indicati nei programmi di “prevenzione primaria”, come emerge da molti studi epidemiologici inerenti la distribuzione mondiale geografica del tumore per cui senza alcun dubbio la alimentazione, se scorretta, può svolgere un ruolo veramente importante nel favorire o accelerare la insorgenza del tumore prostatico.
Nei paesi della Comunità Europea il tumore prostatico compare in 55 casi per ogni 100.000 individui di sesso maschile , mentre a livello mondiale la incidenza è massima negli USA , in cui la alimentazione è caratterizzata da un eccesso di calorie , con acidi grassi saturi e cibi ultraprocessati , a causa di forte utilizzo di carne rossa , salumi , formaggi grassi , zuccheri semplici, mentre invece è nettamente minore in Cina, Giappone , Tailandia.
Possiamo indicare i caposaldi di una dieta e stile di vita, altamente consigliabili che trovano utilità preventiva nel tumore prostatico :
E' bene adottare pertanto una alimentazione a “ basso potenziale infiammatorio” che cioè agisca riducendo o disattivando la infiammazione sublinica : quindi evitare o ridurre nettamente carne rossa, insaccati, carboidrati raffinati o zuccheri semplici, farine raffinate tipo 00, pane bianco, riso bianco. L'epidemiologo Franco Berrino segnala come molti studi registrino il rischio di utilizzo dei cibi cosiddetti ultraprocessati o quelli raffinati , come snack confezionati, merendine e cibi fastfood, perchè ricchi di grassi idrogenati, grassi saturi e zuccheri semplici, ed in cui si trovano molti additivi extra-ingredienti che comportano un aumento significativo di incidenza del tumore alla prostata, così come i cibi ricchi di emulsionanti, in particolare i mono e digliceridi degli acidi grassi , quando pure un consumo elevato di salumi in cui sono presenti i nitriti, aggiunti per migliorane il gusto e mantenere un gradevole colore rosso, ed i nitrati aumentano il rischio di tumore alla prostata.
Da segnalare che nei salumi e prodotti lavorati, ma pure in alcuni formaggi soprattutto a pasta semidura/dura e formggi stagionati o formaggi industriali a media/lunga stagionatura , i nitriti ed i nitrati sono indicati solamente con le sigle europee “E “ per cui: E 249 (nitrito di potassio ) , E 250 (nitrito di sodio) , E 251 (nitrato di sofdio), ,E 252 (nitrato di potassio ).
Un eccessivo consumo di prodotti con nitriti/nitrati è associato a rischi per la salute , e pure per il tumore prostatico, a causa della formazione di nitrosammine che sono cancerogene e genotossiche potendo danneggiare il DNA.
the verde in abbondanza , mentre vino rosso/bianco in modica quantità. Ridurre nettamente o meglio abolire i superalcoolici ed anche gli aperitivi con alcol.
E non è mai troppo tardi per decidere di cambiare la alimentazione o lo stile di vita !
Questo programma di prevenzione è consigliato a tutti i pazienti, ma richiede la massima e rigorosa osservanza soprattutto nei pazienti in cui sussiste una familiarità o anche una ereditarietà di tumore prostatico:
Familiarità : è presente nel 20 % dei casi di tumore prostatico in ambito dei parenti di primo grado (padre, fratelli) o di secondo grado (nonno paterno) .
Ereditarietà : presente nel 5 % dei casi di tumore (padre /figlio) a causa della mutazione genica trasmissibile (geni BRCA, e soprattutto BRCA2)
In queste due categorie di pazienti, oltre alla prevenzione, occorre adottare a partire dai 35-40 anni di età i programmi finalizzati alla diagnosi precoce di tumore prostatico , con controllo annuale del PSA, totale e libero, associato alla visita urologica.
