Prof. Alberto Roggia

Le varie terapie nelle disfunzioni sessuali erettili .

Occorre curare il disturbo cioè il deficit della erezione, ma contemporaneamente bisogna assolutamente curare anche la causa (chiamata etiopatogenetica ) che ha determinato la insorgenza della disfunzione sessuale stessa.

Le terapie devono essere sempre personalizzate , e cioè “ su misura” per il singolo e specifico paziente.
E' evidente che i risultati migliori si ottengono quando la diagnosi è precoce , che pertanto consentirebbe tempestive terapie con ottimi risultati .
Se invece la diagnosi di patologia avviene tardivamente , quando la malattia si è “cronicizzata” le cure saranno prolungate nel tempo e non sempre consentiranno risultati di guarigione o soddisfacenti.

Occorre precisare che le disfunzioni sessuali hanno sempre una  causa (definita col termine etiopatogenetica )  o anche molte  cause tra loro associate ,  che ne ha determinato la insorgenza,  e che nel 95-98 % dei casi la causa  è sempre “organica” anche se spesso è associata a ben immaginabili preoccupazioni , sensazione di inadeguatezza, “ansia di prestazione”  per giungere pure alla “aspettativa di impotenza” .
Ne deriva come occorra assolutamente,  e sia indispensabile,  ricercare la causa o le cause  di insorgenza della patologia andrologica  rappresentata dalle disfunzioni sessuali erettili al fine di  curare la malattia nel modo più corretto e razionale.
 Ciò è possibile ricorrendo sempre allo Specialista Andrologo o Urologo-andrologo che,  sulla base della fondamentale ed insostituibile visita , associata allo attento ascolto del paziente che segnala i suoi disturbi della sfera sessuale,  proporrà il percorso diagnostico più rigoroso per formulare la prescrizione di terapia  idonea e specifica per quel specifico e singolo paziente.
E' ben evidente a tutti come la ricetta medica specialistica sarà pertanto sempre   “su misura” cioè “personalizzata “  sia per quanto concerne gli esami diagnostici da effettuare , sia pure per quanto riguarda la cura .   Giustamente gli Autori Inglesi a tal proposito affermano , con una immagine quanto mai efficace :  “ On size  fits all ” ,cioè i farmaci non hanno una taglia unica che può vestire tutti !
Da ciò ne consegue che il  “non ricercare la causa “  di insorgenza del disturbo sessuale ed invece subito pretendere la cura che risolva, ed  al più presto,  il deficit erettile  sia un atteggiamento non corretto :  se poi il paziente, generalmente  di età giovanile o media, preferisce addirittura il “fai da te” navigando in internet e ricercando subito quella cura che  al paziente stesso sembrerebbe la più appropriata e soprattutto di grande e rapida efficacia terapeutica,  si entra facilmente in un tunnel che può essere grave ,  in quanto la cura del solo disturbo  autoprescrittasi dal paziente  potrebbe pure conseguire ( ma solo in alcuni casi ed peraltro inizialmente )  qualche  risultato soddisfacente peraltro però sempre  transitorio ,   mentre   la causa (o le cause)  che permane  in atto ,  non solo si  automantiene tale , ma  si amplifica e progredisce sempre  più  , per cui la patologia diventa “ cronica ” :  è certo ed evidente che il deficit della erezione peggiorerà progressivamente ed  ulteriormente   con conseguenze ben immaginabili,   mentre  le terapie  che eventualmente verranno successivamente  prescritte “mirate sulla causa “ saranno sempre più complesse , prolungate nel tempo e con minor possibilità di guarigioni, in quanto la malattia si è “ cronicizzata”  .

Pertanto le cure prescritte dallo Specialista Andrologo o Urologo-andrologo sono indirizzate  su due fronti , perchè due sono i bersagli a cui le terapie devono  mirare:

  1. curare la causa o le cause che hanno determinato il deficit erettile
  2. curare i sintomi o disturbi della erezione segnalati dal paziente

E' facile immaginare come il paziente chieda sempre allo Specialista di curare immediatamente il “sintomo o disturbo “ (esempio erezione con scarsa rigidità,  riduzione della sensibilità del glande, eiaculazione precoce,  dolenzia la pene in erezionje, scarsa libido ecc...) che lo affligge, e di debellarlo al più presto tornando alla normalità sessuale , quasi dimenticandosi che c'è sempre in atto una causa ( o anche più cause)  che ha determinato la insorgenza del disturbo,  e pertanto quasi ignorando la importanza della cura della causa o delle cause  stesse!
Come ben specificato in questo articolo, occorre invece  curare , tempestivamente, anche la causa scatenante , altrimenti  questa persiste e renderà  inevitabilmente  “CRONICA” la patologia stessa (cioè la malattia insorta nel pene e suoi corpi cavernosi ) e quindi richiedente terapie più complesse e prolungate nel tempo e risultati meno positivi o soddisfacenti .

          --------------------------------------------------------------------------------------     

La  CURA  della  CAUSA che ha determinato il deficit erettile

La cura della causa di insorgenza della patologia prevede l'utilizzo di molti farmaci utilizzati per via orale o iniettiva “mirata” ,  terapie fisiche varie , e pure presidi fisici / dispositivi medici ,  e  in alcuni casi  selezionati anche gli  interventi chirurgici .
Si tratta sempre di terapie “multimediali” in quanto le varie molecole o sostanze terapeutiche vengono , su prescrizione dello Specialista Andrologo o Urologo/Andrologo   tra loro sapientemente associate e combinate, e periodicamente variate,  al fine di conseguire una  attività terapeutica sinergica efficace:  pertanto le varie strategie terapeutiche comportano la modifica periodica delle cure sulla base di quanto emerge dai controllo clinici andrologici programmati generalmente associati ad indagine ecografica peniena con elastosonografia 2D-SWE per studio del grado di elasticità espresso secondo la tabella Kpa.

E' assolutamente  impossibile indicare nella loro interezza  tutte le  varie terapie adottabili ,  ricordando a tal proposito ed in modo succinto,  incompleto  e  del tutto  schematico  le seguenti:

paraminobenzoato,  sostanze che inibiscono il fattore trascrizionale  NF-kB ,  terapie infiltrative “mirate” peri-intra aree fibrotiche o placche  , collagenasi,  vasodilatatori,   capillaro -protettori,  tocoferoli,  ialuronidasi,  escina,   yohimbine,  calcio antagonisti,  verapamil,  glutatione,  cortisonici ,  thiomucase,  antiossidanti , terapie fisiche varie , ultrasuoni, laser, ionoforesi, iontoforesi  , onde urto ESW,  orgoteina,  ialuronidasi, tamoxifene, idrossiprolina,  allopurinolo , immunosopressori   ,  plasmacellule arricchite (Platelet Rich Plasma- PRP), ecc...ecc..., e inoltre anche interventi chirurgici
 in casi  selezionati .           


La terapia ottimale e che consenta i migliori risultati è quella “multimodale” cioè quella che comporta  varie associazioni di molecole e farmaci tra di loro , con  modifiche delle stesse cure in base al controllo periodico clinico generalmente associato ad  esami ecografici 2D-SWE che valutino il grado di Kpa :  in sintesi pertanto una strategia terapeutica “mirata” , prescritta e consigliata  esclusivamente dallo Specialista , in  cui le varie  molecole farmacologiche tra loro variamente associate  lavorano in modo sinergico,  condizione che consente i risultati migliori.

Se la causa fosse psicologica “primaria” lo specialista andrologo saprà indirizzare il paziente al collega di tale disciplina medica,  così come un supporto psicologico è utile in molti casi di disturbi psicologici “secondari” presenti cioè in pazienti con causa organica etiopatogenetica del deficit erettile.

E'  compito esclusivamente dello Specialista Andrologo o Urologo/Andrologo  prescrivere e consigliere la cura idonea al caso clinico specifico,  cura che sarà pertanto “personalizzata  e su misura “ :   pertanto  il paziente dovrebbe  assolutamente evitare , navigando in internet o consultandosi con l'amico  o il collega di lavoro,  di scegliere quella cura  che ai suoi occhi appare come la più moderna, comoda  da attuare  , e soprattutto di grande e rapida efficacia terapeutica sul disturbo/sintomo sessuale .
Inoltre  il più delle volte  il paziente ricerca immediatamente  la cura solamente  del “ sintomo-disturbo sessuale “ che vuole debellare al più presto   , mentre non si pone neppure  il problema della identificazione, e quindi terapia , della causa di insorgenza dello stesso , o comunque , sempre by-passando il Medico ed evitando la indispensabile visita andrologica specialistica ,   facilmente ricerca in internet  l' ampio ventaglio di proposte terapeutiche  dando poi la personale preferenza a quei farmaci che , ai propri occhi,  appaiono utili per una  guarigione “a brevissimo  termine” .
Facile intuire come la causa (o le cause ) di insorgenza della malattia sessuale se non venisse tempestivamente identificata e quindi curata ,  si  “cronicizza”  facilmente  :  ben sappiamo come sia molto  più problematico  e difficile impostare cure adeguate quando la malattia andrologica è diventata “cronica”, per cui tutte le cure saranno anzitutto più complesse e di lunga durata nel tempo,  e comporteranno  risultati decisamente inferiori rispetto ai casi con la terapia viene prescritta  precocemente.

 

                         LA  CURA  DELLA  FIBROSI  DEVE  MIRARE  A  COLPIRE
                                   QUATTRO   BERSAGLI  od  OBBIETTIVI

                       
Occorre ricordare che le TERAPIE della CAUSA  di  INSORGENZA  della FIBROSI DEI  CORPI CAVERNOSI  del pene  (che è uno dei più frequenti disturbi anche in età giovanile e media )  devono indirizzarsi rigorosamentre sui seguenti  QUATTRO  obbiettivi , al fine di mirare ai migliori risultati ed anche alla guarigione totale  :

  1. Disattivare al più presto la malattia del pene , ciò “ bloccarla “ nella sua costante evoluzione naturale : questo è senza dubbio il primo passo di cura ed indispensabile se si vuole fermare la patologia,  al fine di bloccare il processo infiammatorio che è la causa della fibrosi e delle placche scerojaline. Siccome tale malattia nasce sempre da una infiammazione  (per varie cause, autoimmuni o microtraumatiche od altre ancora non conosciute correttamente)  a carico della tunica, o albuginea,  dei due corpi cavernosi o del setto inter-cavernoso , la terapia di attacco consiglia certamente le iniezioni di farmaci, soprattutto  come cortisonici o  altre molecole,  da iniettare,  sotto la fascia di Buck ,  a contatto o intra la area fibrotica . Occorrono generalmente 10-12 iniezioni (circa 1 o 2 alla settimana) , pressochè indolori e senza effetti collaterali o complicanze , ed inoltre  ben tollerate dal paziente  perchè precedute da apposita crema anestetica  al prepuzio e utilizzo di aghi sottilissimi .
    Pertanto il primo bersaglio a cui deve assolutamente mirare la cura della fibrosi è (come è ben immaginabile ) rivolto a  “bloccare” o come si suol dire scientificamente “disattivare” la malattia che ha colpito i  corpi cavernosi e setto del pene,  malattia che inevitabilmente continuerebbe a crescere e svilupparsi sia pure in modo del tutto imprevedibile e bizzarro  (nel senso che si possono registrare periodi di “fermo”o quiescenza anche lunghi , ma poi improvvisamente la fibrosi si “riaccende” cioè si  “riattiva” e progredisce peggiorando la situazione clinica e rendendo ben più difficile la cura della patologia stessa.
  2. Ridurre sempre più le dimensioni della aree fibrotiche , al fine di ripristinare, se possibile,  una situazione di normalità.     Per mirare a tale obbiettivo occorre fare utilizzo di varie molecole terapeutiche che servono per contrastare e ridurre la produzione istologica di eccessivo tessuto collageno e  migliorando nel contempo il microcircolo  .
  3. Migliorare la elasticità :  la fibrosi determina sempre una riduzione della elasticità dei corpi cavernosi del pene  (infatti il valore di Kpa delle aree fibrotiche è sempre superiore a 20-25 arrivando pure a valori di Kpa 70-100-130)  ed è ben evidente a tutti come la elasticità dei corpi cavernosi sia valore di massima importanza per la corretta erezione  del pene , per cui dopo aver ottenuto la “disattivazione “ della  malattia occorre anche utilizzare vari farmaci al fine di migliorare le fibre elastiche della albuginea di rivestimento dei due corpi cavernosi ed il setto intercavernoso.
  4. Migliorare la circolazione arteriosa e venosa dei due corpi cavernosi.
    Infatti molto frequentemente i vari esami colordoppler ed il penogramma segnalano  come nella fibrosi la circolazione vascolare sia nettamente deficitaria.

 

N.B. = è evidente che i  migliori risultati si ottengono se sono state effettuate rigorosamente e tempestivamente tutte le terapie consigliate dallo specialista ,  e quindi tutte le cure che hanno cercato di colpire TUTTI  i QUATTRO BERSAGLI o OBBIETTIVI sopra indicati , anzitutto “DISATTIVANDO  “  cioè BLOCCANDO  la evoluzione della malattia.

                            Importanza della diagnosi precoce !

          --------------------------------------------------------------------------------------     

                        CURA  DELLA  INDURATIO PENIS PLASTICA :

 Qualora si tratti invece di  di Induratio Penis Plastica , oltre ai 4 obbiettivi o bersagli terapeutici  sopra indicati, possono essere indicate anche altre terapie che schematicamente possiamo  indicare  come:
 *  chirurgia di placca  (cioè asportazione selettiva radicale delle placche sclerojaline tipiche della malattia)
* ortocorporoplastiche  (cioè interventi chirurgici finalizzati al raddrizzamento del pene qualora fosse fortemente deviato nel suo asse durante la erezione) ,.
* collagenasi (enzima in grado di realizzare il degradamento delle varie componenti del collageno delle placche, e quindo correggere lo incurvamento del pene).

N.B. =  
è  consigliabile però che la terapia chirurgica e la cura dell'incurvamento siano la tappa finale a cui il paziente giunge dopo che è stato sottoposto a varie terapie (mediche orali, ,infiltrative, fisiche ecc...) al fine ben preciso di “bloccare il processo infiammatorio” che se non venisse disattivato può evolvere ulteriormente generando altra patologica  fibrosi e quindi  una  nuova placca che determinerà  ulteriore incurvamento o accorciamento del pene.
E' ben noto come un trattamento  finalizzato solo  alla cura  dell'incurvamento che venga però  eseguito quando il processo infiammatorio è ancora in atto , è destinato ad un probabile e  possibile  insuccesso .
Occorre cioè in prima istanza bloccare o disattivare il processo infiammatorio,  o come si dice scientificamente  “ stabilizzare la malattia e la placca /placche” della induratio penis plastica   utilizzando le varie ed articolate terapie che hanno la finalità di colpire i quattro bersagli od obbiettivi sopra indicati.

          --------------------------------------------------------------------------------------     

      La  CURA  dei  SINTOMI  o   DISTURBI  SESSUALI   segnalati dal paziente

La cura dei sintomi o disturbi della erezione  prevede l'utilizzo di varie molecole farmacologiche che vanno dal  sildenafil, vardenafil, tadalafil , avanafil,  ma pure  prostaglandine  e molti altri farmaci , che richiedono la prescrizione da parte del Medico di Famiglia o dello Specialista .
Una rivoluzione  in ambito terapeutico è rappresentata dalla introduzione di nuove molecole che agiscono come inibitori della fosfodiesterasi- 5   e che , rilasciando le cellule muscolari lisce del pene, danno il via ad una valida erezione che consente una idonea attività sessuale .  In Italia, la prima molecola  di tale categoria fu introdotto in commercio nel 1998 : si trattava del sildenafil , nota come pillola “blu “,  che si è affermato  come vera innovazione  terapeutica aprendo la strada alle terapie orali cosiddette vasoattive.   Al sildenafil  sono seguite ,negli anni successivi,  altri farmaci vasoattivi rappresentati dal   vardenafil,  tadalafil ,  avanafil .
Tutti questi farmaci, tutt'ora in commercio come compresse o pastiglie o pillole,  vengono assunti per bocca e deglutiti  : in un tempo variabile da 30 minuti  a  circa due ore dopo la assunzione il farmaco raggiunge adeguate concentrazioni nel sangue e produce il suo effetto terapeutico,  ovviamente tutto ciò  in base alla specifica molecola utilizzata  , al dosaggio impiegato, ed alla risposta individuale che varia da paziente a paziente,  tanto che è noto come la dose di partenza , sempre consigliata dallo specialista,  deve essere provata da parte del paziente per almeno 3-5  volte  prima di stabilire che si tratti della dose ottimale : anzi  in caso di risposta positiva  ottenibile con un certo dosaggio è indicato verificare la efficacia anche di un dosaggio inferiore , al fine di decidere quale è la più bassa dose utile che consenta  risultati ottimali.      Il “fai da tè “ è assolutamente da evitare , anche occasionalmente, perchè possono insorgere gravi complicazioni .

.

Si consiglia la letture del seguente articolo:

Il lettore potrà approfondire tutti gli argomenti andrologici, deficit sessuali maschili e disfunzioni erettili maschili navigando in: www.andrologiadisfunzionierettili.ch