Prof. Alberto Roggia

RISONANZA MAGNETICA MULTIPARAMETRICA - RMN - PROSTATICA : nella diagnosi del tumore prostatico

E' esame  di elevata sensibilità utile per la diagnostica del tumore prostatico , ma da utilizzare solo qualora lo specialista lo ritenesse utile  :  è  un accertamento definito di “secondo livello” perchè  da effettuare esclusivamente dopo la indispensabile visita urologica associata alla valutazione del  PSA totale/libero/ratio, eventuale PHI  ed  ecografia transrettale con elastografia  2D-SWE .
Lo Specialista Urologo  valutando gli esami  sopra indicati  , potrà consigliare la RMN - Multiparametrica  nei casi sospetti ma in cui gli accertamenti di primo livello non abbiano consentito di escludere la presenza di tumore.

La RMN multiparametrica  è attualmente esame diagnostico di grande utilità da prendere in considerazione solamente dopo  gli esami definiti di “primo livello” che sono  : esplorazione da parte dello  dello specialista Urologo,  PSA Totale /Libero /Ratio , eventuale PHI, ecografia transrettale classica associata ad elastografia 2D-SWE.

La RMN multiparametrica , che oggi sostituisce RMN cosiddetta convenzionale , è esame di elevata accuratezza ed alta sensibilità diagnostica e quindi utile nella identificazione delle aree sospette : la RMN trova indicazione , ad esempio,  comunque sempre su indicazione dello Specialista Urologo,   quando  un paziente presentasse un  valore di PSA Totale elevato e  Ratio anch'esso fuori scala, o un valore di PHI oltre soglia,  ed in cui la esplorazione rettale seguita da ecografia transrettale con elastografia 2D-SWE non avessero segnalato la presenza di aree sospette.    In tali casi,  anziché effettuare subito  la  biopsia che sarebbe “random” ( e quindi con possibilità di avere talora risposte negative anche in presenza di tumore prostatico perchè il prelievo bioptico non è avvenuto sulla zona tumorale) , è decisamente consigliabile la esecuzione della RMN Multiparametrica perchè,  se fosse negativa,  non sussisterebbero indicazioni tassative a biopsie , soprassedendo pertanto alla esecuzione di biopsie, e  preferendo rivalutare il paziente dopo 4-6 mesi .
Si chiama “multiparametrica “perchè è un esame che valuta diversi parametri del tessuto prostatico e cioè: definizione anatomica delle ghiandola prostatica, il suo metabolismo cellulare e la vascolarizzazione della prostata,   analizzando con particolare accuratezza l'alterazione della permeabilità delle membrane cellulari,  considerando che una anomala diffusione delle molecole d'acqua dal comparto cellulare a quello extracellulare si presenta più frequentemente nelle aree prostatiche affette da tumore.

In sintesi la RMN multiparametrica consente di evitare in molti casi  la esecuzione di biopsia “random” ( che appunto perchè “random” potrebbe  non riscontare la presenza di tumore che peraltro  è già presente in aree non colpite dall'ago bioptico) , che viene invece  riservata solamente ai casi in cui la RMN stessa  ha  identificato aree sospette per cui in tali frangenti la biopsia  ha la rilevante prerogativa di essere  “mirata”  sul bersaglio identificato.

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