Prof. Alberto Roggia

TUMORE ALLA PROSTATA : CHIRURGIA RADICALE MINI-INVASIVA CON ROBOT

In ambito delle terapia chirurgica radicale del tumore prostatico , la chirurgia videolaparoscopica – ROBOT-assistita, nota semplicemente come chirurgia con Robot sia oggidì la tecnica migliore e di prima scelta , in ambito delle possibile altre opzioni ( chirurgia laparoscopica pura .chirurgia  tradizionale “a cielo aperto “ , chirurgia perineale ,  ).
 E' una chirurgia radicale in quanto viene rimossa tutta la prostata e le vescicole seminali  , ma pure  chirurgia mini-invasiva  perchè è nettamente ridotto l'accesso chirurgico alla prostata e linfonodi,  in quanto anziché il taglio chirurgico tradizionale (che prevede la incisione sull'addome tra ombellico e pube) si effettuano piccoli fori , di pochi millimetri, che consentono il passaggio degli strumenti .
Si tratta pertanto di chirurgia mini-invasiva,  ma pure di altissima precisione perchè il campo visivo , trasmesso su apposito  monitor,  viene amplificato e nettamente  ingrandito dall'urologo-operatore che comanda i movimenti degli strumenti da una apposita consolle , e ciò consente i migliori risultati non solo circa la radicalità chirurgica oncologica , ma pure funzionali riguardanti il  rapido recupero  della perfetta continenza delle urine ed il mantenimento della attività sessuale potendo conservare, in molti casi, se il tumore è ovviamente in stadio organo confinato, i fascicoli vascolo-nervosi situati a lato della capsula prostatica con annessi  i nervi deputati alla funzione  erettile.

E' evidente come in caso di tumore  “non organo confinato” ma avente una estensione oltre il limiti della capsula prostatica , non sia sempre possibile ( considerando come prioritaria debba sempre essere la finalità di una radicalità chirurgica in senso oncologico ) risparmiare  e salvare i fasci vascolo-nervosi sopra citati.

Il vantaggio indubbio del robot deriva anche dalla telecamera  che trasmette sul monitor in visione 3-D immagini di grandissima definizione, ma pure permette  al ROBOT di perfezionare al massimo i movimenti degli strumenti in quanto grazie appunto alla visione  3D si ottiene la precisione estrema ed accurata dei movimenti , che saranno sempre fini e precisi, degli strumenti introdotti in addome attraverso  fori, e quindi la microdissesione nelle aree più delicate . La chirurgia con Robot consente oltre alla radicalità della asportazione della prostata e delle vescicole seminali anche ovviamente la rimozione  radicale dei linfonodi sia quelli circostanti “regionali “  che “ a distanza “ .

La  degenza ospedaliera è decisamente ridotta  rispetto alla tradizionale tecnica a cielo aperto, ed inoltre l' accesso chirurgico mini-invasivo con fori sull'addome di pochi millimetri riduce pure il dolore  post-operatorio , e consente un più rapido ritorno alle normali attività quotidiane presenti nel pre- intervento.

E' ben evidente come  l' abilità  associata a solida e costante  esperienza maturata da parte  dell'urologo-operatore in questa specifica chirurgia oncologica mini-invasiva,  che  prevede l' utilizzo di sistemi ad alto contenuto tecnologico , giochino un ruolo di indubbia rilevanza e rappresentino  pertanto un valore aggiunto non indifferente.

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