Prof. Alberto Roggia

Fuga venosa : erezioni con scarsa rigidità per eccessivo e troppo rapido deflusso del sangue venoso. Perdita di rigidità del pene.

La perdita di rigidità del pene o la scarsa rigidità già all'inizio della erezione sono una delle cause più frequenti di deficit erettile, e ciò può presentarsi anche in giovane età .
E' bene chiarire che la erezione con ridotta rigidità del pene non va di per sé confusa con la eiaculazione precoce che ha cause diverse : tuttavia la perdita della rigidità del pene e pertanto la fuga venosa può essere in gioco nella insorgenza di una eiaculazione troppo veloce.

Le disfunzioni erettili possono essere causate anche da fattori vascolari, sia arteriosi che venosi.
Cioè in alcuni pazienti si può avere un ridotto afflusso di sangue arterioso al pene attraverso le arterie pudende interne che danno origine all'arteria dorsale ,all'arteria cavernosa che decorre al centro di ciascun corpo cavernoso ed alla arteria bulbo.uretrale che irrora il corpo spongioso ,cioè il glande ed il tessuto che circonda la uretra. Le principali cause arteriose di deficit di erezione sono : ipertensione arteriosa, fumo, diabete , alterazioni di colesterolo e trigliceridi, vasculopatie periferiche in genere e la arteriosclerosi.

Invece nella cosiddetta “fuga venosa”, scientificatamente nota come disfunzione erettile venosa-occlusiva, la alterazione è a carico del sistema venoso , cioè del drenaggio venoso del sangue dal pene per cui si ha un troppo rapido e precoce deflusso di sangue venoso, mentre è normale l'afflusso arterioso del sangue. Notevole importanza dinamica, durante il processo di erezione , è realizzata dalle vene di deflusso del sangue. In pratica è importantissimo il sistema di drenaggio venoso dai vasi venosi sinusoidi disposti al di sotto della tonaca albuginea che svolge il ruolo di rivestimento dei corpi cavernosi. Durante la erezione si realizza quel meccanismo chiamato “venoso-occlusivo” che è in pratica determinato da una compressione delle piccole venule o vasi venosi sinusoidi che vengono cioè compresse contro la tunica albuginea : ne deriva che la erezione è valida e perfetta quando è sostenuta da un buon afflusso arterioso di sangue , per cui il pene raggiunge la massima rigidità e persiste in tale rigidità fino a completamento del rapporto sessuale ed alla eiaculazione , in quanto lo scarico del sangue venoso è totalmente bloccato dal cosiddetto meccanismo venoso-occlusivo.
Qualora il meccanismo venoso occlusivo non fosse perfettamente efficiente , ne deriva che la erezione inizia correttamente , ma poco dopo perde di rigidità, e ciò avviene prima ancora della eiaculazione: è evidente che si avrà una erezione poco rigida e non soddisfacente , comportante ansia di prestazione e preoccupazione da parte del paziente soprattutto qualora ciò si verificasse sempre più frequentemente o addirittura costantemente.

Le cause della disfunzione erettile venosa-occlusiva sono varie e schematicamente cosi raggruppabili:

  • fibrosi a livello lacunare del tessuto cavernoso
  • degenerazione della muscolatura liscia , con diminuzione totale del numero di cellule muscolari lisce funzionanti o con alterazioni strutturali di altre.
  • alterazioni endoteliali
  • diminuzione della comunicazione intercellulare da riduzione delle giunzioni intercellulari del tessuto lacunare (gap-junctions)
  • alterazioni anatomiche del sistema valvolare venoso.

Diagnosi di disfunzione erettile da "Fuga Venosa”:

anzitutto è fondamentale la visita specialistica uro-andrologica, prima di effettuare accertamenti diagnostici strumentali e prima ancora di intraprendere cure non corrette , ricordando che è sempre da evitare il “fai da te”.
Lo specialista consiglierà, valutando il quadro clinico, gli accertamenti più idonei al singolo e specifico paziente , e che schematicamente possono essere:

  • ecocolordoppler penieno dinamico
  • cavernosometria dinamica
  • cavernosografia

Moderni esami non invasivi : attualmente però abbiamo a disposizione accertamenti ”basali” che permettono di ottenere una buona diagnosi di fuga venosa evitando di effettuare esami dinamici che richiedono una erezione indotta con prostaglandine iniettate nei corpi cavernosi o iniezione di mezzo di contrasto nei corpi cavernosi del pene.
In tal senso è utilizzabile l'ecocoldoppler “basale” del pene (cioè senza iniezioni nel pene di prostaglandine) associato ad elastosonografia “strain imaging -SE” e ad elastosonografia “Shear Wave 2D -SWE “ per lo studio quantitativo e qualitativo della visco elasticità tissutale.
Per la valutazione invece della vascolarizzazione arteriosa e venosa è di utilità il Penogramma radioisotopico : esame che non richiede la iniezione nel pene di prostaglandine , e che consente di valutare non solo il flusso di arrivo del sangue arteriorso , ma pure se sussiste un brusco e patologico eccesso precoce di deflusso venoso per alterazione del meccanismo venoso-occlusivo.

Terapie adottabili nella fuga venosa:

capillaroprotettori e vasoprotettori ,come oxerutina, flavonoidi, diosmina ,ed altre molecole che verranno prescritte dallo Specialista. Inoltre se sussiste una fibrosi, che è una della cause della fuga venosa come sopra indicato, lo specialista uro-andrologo consiglierà le cure specifiche del caso , farmacologiche o/e fisiche tra loro combinate o associate.
In casi del tutto selezionati, e solo qualora le terapie farmacologiche o fisiche non portassero a risultati soddisfacenti, si possono utilizzare terapie chirurgiche varie: legatura della vena dorsale profonda e delle vene emissarie, legatura delle vene cavernose, spongiolisi, occlusione venosa transluminale, plicatura delle crura, ecc.

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